..un po' di storia e di attualita'..
- si creano i co.co.co., che di fatto non hanno nessun diritto (e sui quali si ha un'imposizione fiscale minima): niente ferie, malattia, infurtunio pagati dato che, copio da
wikipedia, "Per ricevere un premio dell'assicurazione o una indennità di malattia è necessario che il lavoratore chieda alcuni giorni di sospensione del rapporto di lavoro; poiché questo può spingere il datore a cessare il rapporto, di fatto impedisce al lavoratore di utilizzare servizi e contributi, per i quali ha subito delle trattenute.". Spessissimo rischio di essere licenziati senza "giusto motivo" in modo del tutto legittimo. Niente salario minimo. Niente sindacati.
- si creano i co.co.pro., in sostituzione dei co.co.co., con differenze limitate.
- e' prevista la conversione (almeno per i co.co.pro., ma forse anche per i co.co.co.) a tempo indeterminato se il giudice accerta la mancanza di autonomia organizzativa, dato che il lavoro equivarrebbe a un rapporto di lavoro dipendente.
- i gestori call center italiani decidono autonomamente che quel contratto per loro vada benissimo, e lo utilizzano per assumere lavoratori che con la collaborazione coordinata non hanno nulla a che fare (avendo tra l'altro orari piuttosto rigidi), e che soprattutto non hanno nessun progetto da svolgere, ma fanno del semplice lavoro di routine.
- i gestori di CC risparmiano un sacco di soldi, e spesso sottopagano vergognosamente i dipendenti (alcuni casi riportati anche da "le Iene" di Italia1)
- le grosse aziende sempre piu' spesso danno in gestione in outsourcing i CC.
- il giro d'affari cresce, e secondo
Assocontact (associazione di categoria) arriva a 600milioni di euro, 700 aziende e 250.000 dipendenti (ansa-centimetri da "il trentino" di oggi)
Nota: secondo me questi dati sono incoerenti, e mentre i dipendenti si riferiscono all'intero settore CC i fatturati si riferiscono al solo settore dei CC in outsourcing, che fa 80.000 dipendenti. Ad ogni modo anche in questo caso, semplificando brutalmente i calcoli e facendo le seguenti supposizioni: i CC nel complesso non hanno perdite e non fanno utili (immagino che in media gli utili siano superiori alle perdite, ma va bene cosi'), le aziende non hanno costi di gestione diversi dagli stipendi (assurdo, ma va bene cosi'), le aziende non hanno debiti pregressi da appianare (la vedo dura, ma va bene anche questo), le aziende non pagano tasse (beh.. almeno in teoria anche questo non dovrebbe essere vero). Il fatturato finisce quindi tutto nelle tasche dei lavoratori.
600.000.000/80.000=7500 euro/anno. 625 euro al mese di media. Da tassare (perche' almeno i lavoratori le tasse le pagano).
Pur essendo convinto che anche in questo caso i dati siano incoerenti (perche' i risultati sono troppo bassi per essere veri, anche in un mondo schifoso come quello dei CC, soprattutto considerando le semplificazioni) tant'e': questi sono i dati che danno loro (da notare che per il gruppo COS, del quale fa parte Atesia, le cifre raddoppiano: 250milioni per 15k dipendenti).
- cambia il governo, cambia il ministro del lavoro. Cesare Damiano non sta al gioco e avvia trattative con i maggiori gestori italiani (tra i quali appunto Atesia).
- l'Ispettorato del Lavoro rilancia e impone ad Atesia di assumere a tempo indeterminato tutti i suoi 3200 dipendenti a progetto, e di pagare i contributi agli 8000 dipendenti passati di li' negli anni scorsi.
Come da legge (e ispezioni partite prima del cambio di governo).
- le aziende minacciano licenziamenti sull'ordine di 70-90.000 dipendenti (tra co.co.pro. e regolari) se questo tipo di provvedimento dovesse essere esteso, come sembra ovvio, a tutto il settore.
Ora.. certo: parte del lavoro potra' essere dato in outsourcing all'estero (per i CC in italiano Romania e l'Est europeo sono in prima linea, assieme all'Irlanda), ma in fondo le grosse aziende non si possono permettere l'ulteriore decremento di qualita' del servizio che questo rischierebbe di comportare.
..e dato che 180.000 persone non possono fare il lavoro di 250.000, soprattutto considerati i carichi di lavoro attuali dei CC.. a chi la vogliono dare a bere?
Chiuderanno tante dittarelle che ora sopravvivono solo grazie alla loro vita nell'illegalita', si perderanno dei posti di lavoro mal retribuiti e si guadagneranno nuovi posto di lavoro pagati meglio.
Certo, magari qualcuno rimarra' senza lavoro, ma in cambio qualcuno che non lo aveva lo trovera'.
Vorrei inviare un bel "ma vaffanculo" al segretario generale della CISL che
dichiara: "oggi la stragrande maggioranza dei lavoratori del settore e' in regime di lavoro dipendente" e, riferendosi agli ispettori "non tocca a loro decidere dei CC". Ma tu chi sei? un sindacalista o impresario? E' un po' come se Beppe Grillo si incazzasse con la guardia di finanza che "multa" gli evasori fiscali perche' "ci sto gia' provando io a convincerli a non evadere le tasse".
Mastella.. scrive alla madre della ragazza violentata a
Chieti per farle sapere che da genitore comprende l'amarezza provata dalla donna quando lo stupratore algerino della figlia e' stato rimesso in liberta', in attesa di giudizio.. e manda gli ispettori a verificare se gli atti della scarcerazione sono formalmente corretti.
Mastella.
rileggo.
si', Mastella.
Lo stupro e' punito dalla legge italiana con pene comprese tra i 5 e 12 anni (
art. 609 del cc e limitrofi) ma per quello che ricordo di aver letto sui giornali normalmente si sta tra i 6 e i 7 anni al massimo.
La legge sull'indulto scritta, promossa e firmata da Mastella riduce di 3 anni le pene detentive.
Cio' significa che piu' o meno meta' degli stupratori in carcere (e quindi gia' condannati, non salamente accusati di aver commesso il reato) prima dell'indulto se ne sono usciti istantaneamente grazie a Mastella (e compagnia) e gli altri si ritrovano la pena dimezzata.
Com'e' possibile che un uomo non si senta
almeno un po' merda in una situazione simile?
Si ripropone l'eterno quesito: fan piu' schifo i politici o i giornalisti?