martedì 28 novembre 2006

..smog e traffico..

..e' inverno, e' il solito casino.. l'inquinamento sale e i legislatori sanno risolvere esclusivamente con targhe alterne e blocchi del traffico.

Cosi' si e' costretti a fare attenzione giorno per giorno ai quotidiani locali, sperando di non farsi sfuggire l'avvio dei provvedimenti piu' svariati.



beh.



Il Comune di Trento dimostra ancora una volta di aver meritato il "Premio Qualita' Pubbliche Amministrazioni 2006" e lancia un servizio sms gratuito tramite il quale e' possibile ricevere informazioni sui provvedimenti legati al traffico.

per attivarlo basta inviare un sms con il testo "traffico" al numero vodafone 346 3060824 o andare sul sito del comune (ma, per la verita', io li' il link al modulo non l'ho trovato.. immagino comparira' tra qualche ora).

"Immediatamente" arrivano due sms. Uno che avvisa dei provvedimenti attualmente in vigore (blocco euro 0 e diesel euro 1 in determinate fasce orarie) e uno che da il benvenuto al servizio, avvisando che per dissottoscriverlo basta inviare sms allo stesso numero con testo  "cancella" (o, di nuovo, passare dal sito).

lunedì 20 novembre 2006

..leon..

..ultimamente sto guardando ore e ore di film. Principalmente mentre faccio altro, o mentre cerco di addormentarmi.

Uno al giorno, di media.

Di qualsiasi genere.

Tra tutti questi Leon (che e' un "rivisto") merita una menzione particolare.



Non sono molti i film che riescono ad assommare violenza e amore innocente in quel modo.

Una grande opera di Luc Besson con un Jean Reno splendido e una tredicenne Natalie Portman dura e commovente allo stesso tempo.

Grande storia, gran film.



un bel 9, meritatissimo, come e' meritato il 41° posto nella classifica di IMDB.



Dracula di Bram Stoker (F.F. Coppola) non e' male.. e anche quello si merita un 8.



Jason X invece difficilmente andra' sopra il 5.. e' tutto un gia' visto. :-/

venerdì 17 novembre 2006

..la mischia cambia..

..e diventa piu' soft.

Era nell'aria da qualche mese, ora la notizia e' confermata.

L'International Rugby Board oggi ha ufficializzato la decisione di rendere meno pericolose le mischie introducendo, dal primo gennaio 2007, una nuova regola di ingaggio.



Fino al 31/12 l'ingaggio (per i seniores) e' in tre fasi:

- fermi (una specie di "pronti")

- bassi (le prime linee piegano le cambe e si preparano al contatto)

- contatto (le prime linee si "lanciano" l'una contro l'altra, incastrandosi e magari sbilanciando un pochino l'avversario)



quindi si attende l'inserimento del pallone e si comincia a spingere.



Da gennaio le fasi saranno quattro (le traduzioni possono essere scorrette. in inglese sono crouch, touch, pause, engage), similarmente a quanto accade nei campionati juniores attualmente.

- bassi

- braccio (nel quale le prime linee si appoggeranno l'una all'altra e i piloni si legheranno tra loro)

- pausa (in modo che tutti si sistemino)

- ingaggio (engage pero' fa molto piu' figo) durante il quale ci si prepara a spingere (appena introdotta la palla).



Sicuramente dal punto di vista della salute questo nuovo regolamento e' un bene per noi poveri piloni, e altrettanto sicuramente qualche infortunio (anche grave) si puo' evitare.



In cambio  il gioco rallenta, in una fase che per il pubblico gia' ora non e' particolarmente divertente.

..e poi, si sa.. i piloni un po' masochisti sono. Dove va a finire il bello della mischia?








update 4/12, dopo aver letto le modifiche al regolamento: i piloni non si legheranno tra loro, ma si toccheranno semplicemente la spalla e poi ritrarranno le braccia.

in pratica si standardizza la distanza tra le prime linee, e si presta piu' attenzione all'altezza relativa: una modifica molto piu' "soft" di quanto sembrasse

martedì 14 novembre 2006

..il rugby..

Negli ultimi mesi mi e' capitato di leggere e rileggere piu' volte l'articolo qui sotto.

Mi piace. E' ben scritto, rende bene l'idea di cosa sia il rugby e di quale sia la funzione di ogni ruolo.

..ed e' anche divertente.



Un manifesto di questo magnifico sport.



copiincollo dal forum di rugby.it, ma lo stesso pezzo si trova anche sul sito del Tortoreto, e in chissa' quanti altri posti.. :-)



gia' che ci sono, lascio anche un collegamento ad uno dei tanti siti che permette di comprare, a meno di 10 euro (piu' le spese) il libro dal quale e' tratto, e cioe' "il terzo tempo", di Pastonesi Marco e Pessina Enrico.



ad ogni modo, buona lettura a tutti. :-)





Il rugby non c'e' nulla da fare, e' un gioco straordinario. Niente a che vedere con gli altri, ma no. E' qualcosa che vola piu' in alto, che non si spiega, non lo si capisce senza provare. E' dignita' e disciplina, educazione e onore, fatica e generosita'. E' rispetto per l'avversario in un contesto che mette a dura prova ogni disposizione. E' aggressivita' da scaricare dentro limiti assoluti e precisi che un giocatore si impone da solo, per forza, se vuole essere buono davvero. E poi e' una struttura sociale articolata con tanto di ideologie in cemento armato, di utopie da rincorrere per sempre. Una comunita' che, se funziona, funziona come nessuna e ti porta avanti, nella vita prima che in campionato.



Si gioca in 15.




la mischia 8 uomini, i piu' pesanti, suddivisi per linee. Prima linea: 3 giocatori. Due piloni, il tallonatore in mezzo. Operai, proletariato puro, fanti in trincea, carne da macello. Gente che deve mettere la testa nel mucchio e tenere duro, spalare merda, masticare fango e spingere contro un muro, mai andare indietro perche' se va indietro la prima linea e' finita per tutti, non arriva una verza su qualunque tavola, a cominciare dalla loro. Niente exploit, mattoni da accatastare, uno sull'altro e non e' mai finita. Tornio, fonderia, umilta' e cuore. "Se vai oltre la scuola media, non sei buono per quella roba li'. Scuola dell'obbligo e basta, altrimenti ti monti la testa e chi si e' visto si e' visto" diceva il Mori, il massaggiatore e aveva ragione.


Dietro: 2 giocatori. Seconda linea. Terziario arretrato. Alti, per saltare nelle rimesse in gioco, per segnalare velleita' di carriera, arraffare nel cielo 'ste palle benedette e difenderle, fare muro, argine, stare li' dove sono nati anche se vorrebbero venire via dai sobborghi e tentare di fare carriera, di abitare in centrocitta'.

Terza linea: 3 giocatori. Emigranti, malavitosi, una razza che fa fortuna ma che resta attaccata ai bassifondi, alle origini, alla mischia, dove torna dopo le scorribande con la spider rossa, per spingere, come facevano prima, come hanno sempre fatto e faranno per tutta la vita. Forti ma non pesanti, potenti e agili, sempre pronti ad arraffare due soldi, a seguire il vento la palla quando c'e' da attaccare, a sostenere le avanzate, a fare punti, a difendere quando si mette male e ci vogliono gli specialisti, loro, quelli che chiami quando sei disperato e vuoi farla pagare al bastardo che ti ha rubato la donna.

Numero 9: mediano di mischia. Un sindacalista, il sindacalista dei poveri, della mischia. Quello che tutela gli operai, ma che dagli operai sta un po' a distanza, grazie a loro, sino a quando non e' chiamato all'azione, a guadagnare un metro, un tozzo di pane, un piccolo aumento del salario. Piccolo, il piu' piccolo di tutti, una saetta, una faina. Attaccabrighe ma anche furbo, mandato alle riunioni con un compito preciso: portare a casa il massimo, il meglio, approfittare di tutto, di una disattenzione, della stanchezza, di un'incertezza microscopica.

Numero 10: mediano di apertura. Il sindaco, l'unico che puo' parlare quando vuole e dee avere le idee chiare e le parole giuste per sfruttare il privilegio. Ogni conquista della mischia, ogni palla vinta e' roba sua, come fosse la riserva di grano per l'inverno da destinare ai cittadini, come fosse un patrimonio da amministrare, da investire al meglio. Testa in primo luogo e poi rapidita' di decisione, di azione. Distribuire i palloni o andare via da solo, senza esagerare, senza strafare, perche' se fa una cazzata, il sindaco, la pagano tutti ed e' rivoluzione.



Mischia, otto; mediani, due.




Poi ci sono i trequarti, fanteria e cavalleria, impiegati di concetto e laureati. Due centri, due ali. Veloci, precisi come chirurghi, gente che deve saperla lunga, deve intortare la concorrenza, giocare con la palla, fintare, bucare, fare meta, far fare bella figura a tutti e fermare quelli della stessa pasta che stanno dall'altra parte e si sono laureati pure loro a pieni voti.

Poi c'e' l'estremo, solo, in retroguardia, come un poliziotto. Lui vigila, previene, arresta. Deve muovere con l'anticipo giusto, senno' ciao, banca svaligiata. Deve leggere il gioco, stare sveglio anche di notte e se e' il caso avanzare, infiltrarsi, aggredire.



Si passa indietro, per dare un vantaggio a chi gioca contro, nessuno regala nulla, ed e' una guerra, una lotta vera dove i colpi proibiti non ci stanno, ti sbattono fuori, sputtanato per sempre, anche se l'hai fatto perche' eri esasperato, perche' stavi perdendo di brutto, perche' non ne potevi piu'. Soprattutto, devi pensare agli altri, ai tuoi, alla tua comunita', devi essere pronto a sacrificarti per il bene di un compagno, a morire per produrre un vantaggio. Non c'e' credo politico o sociale che tenga: il rugby funziona nell'amicizia, altrimenti non c'e', proprio non esiste ed e' magico, speciale per questo. Alla fine si forma un corridoio, si applaude chi ha perduto e si beve, ci si scambia la cravatta del club, ci si saluta rendendo l'onore delle armi anche a chi non era in giornata, proprio no, ma in campo e' rimasto sino all'ultimo fischio.

domenica 12 novembre 2006

..pordenone..

la partita di oggi è stata un disastro. Non so nemmeno di quanto abbiamo perso.. Credo una cosa come 41-0. Mancavano uomini importanti.. E si è sentito.

Alle 14.30 ero in panchina, pronto a godermi una domenica di riposo incoraggiando gli altri.



..speranze cancellate 2 minuti dopo dall'infortunio (che purtroppo sembra essere piuttosto grave) di un pilone.


Alla fine ho giocato dal quinto minuto in poi.

Ho sofferto come un cane gran parte della partita, ho sofferto ad ogni scontro, ad ogni maledetto placcaggio, ad ogni schifosissima ruck, ma soprattutto ho sofferto a vedere che, nonostante vincessimo quasi tutte le mischie e la maggior parte delle touche, la palla era in mano agli avversari prima ancora che noi di prima linea riuscissimo ad alzare la testa.



..e come se non bastasse ogni volta che un avversario partiva aveva la strada spianata verso la meta (con rare eccezioni).



Esser li' a mordere il paradenti per non piangere dal dolore e vedere qualche compagno che si caga sotto quando vede un avversario corrergli contro è frustrante. Alzare la testa, sbattere gli occhi per per far andar via quella maledetta nebbia da davanti agli occhi e vedere un avversario scappare tra tre o quattro dei tuoi che allungan appena la manina per placcarlo è demoralizzante.



Sono ridotto come appena infortunato: non riesco nemmeno ad alzare il braccio. Non riesco a grattarmi la testa o a soffiarmi il naso.


Ringrazio quelli che han sofferto con me e che han dato tutto quello che avevano, ringrazio quelli che mi hanno incoraggiato durante la partita, ringrazio anche quel mona di Pantha che, quando gli ho detto "non ce la faccio più", mi ha risposto: "no g'aven cambi. Struca i denti e tei dur, che manca zinque minuti". Ringrazio un po' meno l'arbitro, che circa 10' dopo ci ha fatto sapere che mancava un quarto d'ora. :-/



Ad ogni modo anche stavolta, come sempre, sarà per la prossima volta.






ho appena finito di vedere "il caimano"..

un po' di propaganda politica, una storia d'amore tanto banale da far pena, tanta spazzatura per far passare il tempo.

che film di merda



voto:2

mercoledì 8 novembre 2006

..una settimana..

..giovedi' scorso son caduto male in allenamento, e cosi' ho messo fuori uso una spalla.

Un po' alla volta ho recuperato la completa mobilita', ma toccando fa ancora male, figuriamoci in mischia. :-(

entro domani sera devo decidere se dare la mia disponibilita' o meno all'allenatore, ma a questo punto probabilmente domenica non saro' a disposizione.

..e visto che gia' manca qualche titolare, avrebbe potuto essere l'occasione di entrare in campo dal primo minuto, oltre che la possibilita' di vincere la prima partita (il Pordenone e' la squadra piu' abbordabile tra quelle che abbiamo incontrato fino ad oggi)..



terza partita e son gia' fuori per infortunio.



Come quasi sempre, anche quando giocavo a calcio, mi faccio male da solo.



Merda.

domenica 5 novembre 2006

..Qtek..

..il 9 luglio 2005 scrivevo: "..ebbene si'.. non ho resistito. Da oggi sono felice possessore di un Sony Ericsson P900".

Oggi posso modificare leggermente quella frase e scrivere: "..ebbene si'.. non ho resistito. Da oggi sono felice possessore di un Qtek 9090"



qtek 9090



Proseguo copincollando il post di poco piu' di un anno fa e riadattandolo (aggiunte in neretto):

come fare a resistere ad un condensato di tecnologia come questo?



telefono, sms, mms, internet, e-mail, e-book reader. instant messenger, lettore MP3, lettore divx, bluetooth, fotocamera/videocamera (VGA/CIF), videogame portatile e con modulo GPS  anche navigatore satellitare..

WiFi 802.11b, espandibile con SD oltre il limite di 128 tipico dei Sonyericsson pre-p910i, OS Windows per Mobile 2003  SE, tastiera QWERTY a scomparsa retroilluminata, possibilita' di installarci skype e di inviare FAX direttamente, 65k colori, display da 3,5", processore da 400MHz, 128MB di RAM piu' 64 di ROM (contro i 16 del P900)...

che si puo' volere di piu'?

lo so gia'.. un 9100.. ma finche' non scende di prezzo..



PS: se qualcuno fosse interessato a un P900, che in fondo non e' malaccio, me lo faccia sapere.. tra una settimana o due lo vendo*.




*sempre che riesca a sopportare i 200g totali e il centimetro in piu' di larghezza rispetto al gia' "grosso" p900.. altrimenti mi rivendo subito questo. :-)



PPS: mi sa che il p900 me lo rivendo comunque e passo a p910i, dato che ora che e' uscito il p990 si trova a prezzi ragionevoli, quindi se qualcuno e' interessato.. :-)