martedì 22 gennaio 2008

..domenica altalenante..

..va beh.. ormai qui scrivo solo di rugby.

prima o poi mi prendero' il tempo anche di scrivere di altro.. magari di quanto schifo mi fa Mastella.

nel frattempo:

domenica mattina a Verona ho arbitrato una partita under 15. il campo era un'enorme ammasso di sabbie mobili e pozzanghere.

Un'ora di corsa dietro a ragazzini che han calciato in giro parecchio, con il terreno che non voleva saperne di liberare i 18mm dei miei 16 tacchetti.

Al solito li lascio giocare troppo lasciando correre un discreto numero di irregolarita' da entrambe le parti.. ma che ci volete fare: si divertono tanto :-)



Il tempo di cambiarmi ed espletare qualche formalita' e salto in macchina. 2 ore di autostrada e sono a Pordenone, giusto il tempo di cambiarmi e si comincia la partita.



Ho gia' le gambe molli e l'arbitro deve ancora fischiare.

Prima mischia.. e mi rispunta il sorriso: oggi dal mio lato avro' vita facile.

Cerco di risparmiare un po' di fiato, perche' so che molto difficilmente saro' sostituito.

Placco tutto quello che mi passa vicino.

"Ogni volta" che mi rialzo vedo un avversario bucare la nostra linea di difesa ed evitare una meta e' ogni volta un terno al lotto.

Andiamo sotto.

Andiamo sotto pesantemente.

Raccolgo una palla ed entro a testa bassa tra gli avversari. Mi fermano in tre e mentre uno mi blocca le gambe gli altri mi impediscono di far mantenere il possesso della palla alla mia squadra. La prima volta che mi capita.

Lo scazzo inizia a farsi pesante, ma ormai si avvicina la fine della partita e le gambe ci sono ancora.

Vedo un 3/4 avversario che sta per prendere un buco, lo punto e comincio a rincorrerlo. 40m senza farmi distaccare ma non c'e' verso di raggiungerlo.

Sono senza fiato, ma ho un minuto per riprendermi.. e le gambe ci sono.



Agguanto un centro che voleva tentare il bis, salto, gli piombo sulla schiena come un avvoltoio e lo ribalto, tanto per far pari con la palla persa.



Riprendo entusiasmo.

Chiedo al capitano se posso rischierarmi con i 3/4 dalla seconda fase in poi, visto che i problemi sono li'.

Una terza linea da 85-90kg lanciata da 10m di corsa. Veloce. Dritto per dritto. una spalla sul bacino. ossa che tremano e uomini che cadono. Un pilone si rialza di scatto. Le labbra leggermente increspate in un ghigno a meta' tra la soddisfazione per il placcaggio riuscito e la "rassegnazione" per il fatto che sia quasi completamente inutile, visto che nessuno ha fermato il suo compagno.

Ora e' la volta di un pilone. Botta. 210kg che cadono. Il ghigno si allarga sulla faccia del piu' leggero dei due.



La fine della partita si avvicina. Siamo sotto di un quantitativo di punti innominabile e non ne abbiamo fatto nemmeno uno.



Ruck. Avversari schierati un paio di metri dietro la linea di fuori gioco. Mediano libero. Mi rischiero, chiamo un compagno, chiamo la palla, prendo la rincorsa, prendo la palla, mi abbasso, punto il buco (stretto) tra due difensori, abbasso la testa ed accelero. Guadagno qualche metro. Arriva il sostegno e avanziamo. Avanziamo. Ci fermano. Mancano un paio di metri alla linea di meta. Cedo la palla al mediano. Ruck. Sono senza fiato. Mi rischiero, prendo la rincorsa. Guardo il mediano. Stesso gioco. Entro come un treno. Stavolta il sostegno e' piu' vicino, ma lo e' anche quello degli avversari. Avanziamo. Superiamo la linea di meta. Il pallone e' saldo tra le mie mani da un tempo infinito, se misurato in fatica. Cerco di divincolarmi dagli avversari che non mi lasciano andare a terra. Ci riesco. Vado giu'. Il pallone e' sotto di me, tra le mie braccia. Nulla tra lui e il terreno umido. Secondi che sembrano ore mentre l'arbitro cerca di capire. Un fischio. Forte. Meta! Un pungo si alza al cielo dal mezzo di quell'ammasso di uomini.



La partita e' finita. 84-5

Doccia. Al terzo tempo non mangio nemmeno.

Birra. Per tanti, ma non per tutti ;-)

chiacchiere con arbitro (impeccabile) e relativo osservatore.



..e si parte.

300km d'auto per tornare a casa.

Soddisfatto.

Emozionato dalla prima meta in carriera dopo litri di sudore. Dopo un numero imbarazzante di infortuni. Dopo mesi di lento recupero dal piu' grosso.



non preoccuparti Sbi.. forse un giorno capitera' anche a te.

9 commenti:

  1. Grande Grande Grande Ale!!!!



    Sono emozionato anch'io!!! :-DDDD

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  2. Sbi, se non ricominci ad andare ad allenamento sarà difficile... ;-)

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  3. bravo ale tesoro! =) beh se il mio moroso deve rompersi un piede e stare fermo quasi un anno per portare a casa una meta di un 84-5.. no grazie! me lo tengo belo com'è, con i piedi perfetti. =)

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  4. Cazz0 mi hai fatto commuovere. :D

    Applausi per Bomb0.

    Sbi

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  5. Giulia, il tuo moroso si è già rotto il naso ma mete... nisba!!! :-)

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  6. che bello, ho il dictionary integrato. Lo so, lo so che non basta questo a giusttificare la spesa ale... ;P



    slY



    ruck 1 |rək|

    noun

    a tightly packed crowd of people : Harry squeezed through the ruck to order another beer.

    • ( the ruck) the mass of ordinary people or things : education was the key to success, a way out of the ruck.

    ORIGIN Middle English (in the sense [stack of fuel, heap] ): apparently of Scandinavian origin; compare with Norwegian ruke ‘heap of hay.’

    ruck 2 |rək| |rʌk|

    verb [ trans. ]

    compress or move (cloth or clothing) so that it forms a number of untidy folds or creases : the baby's nightgown was rucked up to his armpits.

    • [ intrans. ] (of cloth or clothing) form such folds of creases : Eleanor's dress rucked up at the front.

    noun

    a crease or wrinkle.

    ORIGIN late 18th cent. (as a noun): from Old Norse hrukka.

    ruck 3

    noun informal

    rucksack : I barely had time to repack my ruck.

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  7. Complimenti!

    Davvero emozionante.

    E chissà che soddisfazione, viscerale proprio.

    Sei riuscita a trasmetterla benissimo.



    Un abbraccio, e un saluto da Claudia

    RispondiElimina
  8. Complimenti!

    Davvero emozionante.

    E chissà che soddisfazione, viscerale proprio.

    Sei riuscito a trasmetterla benissimo.



    Un abbraccio, e un saluto da Claudia

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